Kitesurf: domande frequenti e cose da sapere – Rispondiamo alle vostre curiosità

Il Team PKR risponde alle vostre domande

Kitesurf, Come fare per…” è un rubrica che nasce dal desiderio di aiutare gli appassionati di kite, neofiti o meno, a trovare risposte ai tanti quesiti che questo sport spesso solleva.

È anche un luogo d’incontro, un posto dove potersi interfacciare direttamente con del personale esperto per sciogliere i dubbi o la confusione che la mole di informazioni trovate in rete, spesso eterogenee e contrastanti, può generare.

Le risposte alle vostre domande saranno pubblicate in questa pagina, in modo da poter essere condivise e fruibili anche da altri utenti.

La risposta dei nostri professionisti per ciascun quesito portato alla nostra attenzione, sarà d’aiuto non solo all’autore della domanda ma anche a chi deciderà di farci visita in questo luogo immaginario o ci si ritroverà per puro caso perso ormai nei meandri della rete alla ricerca di soluzioni.

Il servizio è gratuito, basta scrivere nel form sottostante la domanda e inviarla.

Un esperto della nostra scuola di kitesurf e wing foil team sarà pronto a rispondervi quanto prima.

kitesurf domande frequenti risposte e curiosità

Come fare per acquistare un kite usato senza avere poi brutte sorprese?

Paolo G.

Comprare un kite usato, verificandone esattamente l’integrità e lo stato d’usura, non è una cosa semplicissima.

Come fare per scegliere un kite usato

Partendo dal presupposto che abbiate già scelto il modello e la misura del kite a voi più congeniali, lo step successivo sarà quello di determinarne lo stato di usura e l’eventuale presenza di difetti.

Onestà dei kiter

Solitamente, la maggior parte dei kiters che vendono la propria attrezzatura usata, non desiderano lucrarci su e sono abbastanza onesti nel descrivere accuratamente il tempo di utilizzo, le ore di volo e altri possibili difetti o riparazioni del materiale che hanno messo in vendita.

Controllo del kite usato

Per avere maggiori garanzie del vostro acquisto, il modo migliore resta senz’altro quello di controllare voi stessi il kite che andrete a comprare, di persona se possibile o mediante la richiesta di foto più dettagliate. In questo secondo caso alcuni elementi abbastanza importanti non potranno essere verificati.

Di seguito, come fare per avere un quadro più completo della qualità del prodotto:

determinare lo stato d’usura del tessuto del kite soprattutto nella zona della trailing edge (boro posteriore) che è quella maggiormente sottoposta a deterioramento.

Un tessuto molto scolorito, assottigliato e che presenta rigature biancastre, indica molte ore di volo o di esposizione al vento.

determinare l'usura del kite tramite la trailing edge

Cercare l’eventuale presenza di micro-fori sul tessuto generale. La loro presenza in genere non preclude il volo del kite, ma è bene comunque conoscerne l’esistenza.

Controllare lo stato dei pigtails e delle briglie è il modo migliore per determinare il reale utilizzo del kite, al di là di quanto dichiarato dal venditore.

Controllare i pigtails per vedere la reale usura del kite

Visionare attentamente il kite per determinare se vi siano state delle riparazioni. Un campanello di allarme potrebbe essere sia la presenza di cuciture con un filo di colore diverso dall’originale che quella di pannelli con tonalità anomale ed intensità diverse rispetto agli altri settori.

Ricordate però che le riparazioni non necessariamente fanno diminuire l’efficienza del kite. Chiarito questo è opportuno, anche in questo caso, sapere della loro esistenza.

Verificare la presenza di perdite d’aria dovute a fori sui bladder o al distacco di una o più valvole del kite. Per far ciò, basterà gonfiare il kite, chiudere i tubi degli struts ed aspettare circa 30 minuti.

Passato questo tempo minimo di attesa, si dovrà controllare la pressione di ogni singolo settore per sincerarsi che non vi sia stata una fuoriuscita di aria.

Nel caso il kite risultasse sgonfio in una delle sue parti, avrete individuato anche l’ origine della dispersione della pressione.

Per un check più esaustivo, sarebbe opportuno far volare il kite utilizzando la barra che userete una volta concluso l’acquisto.

Se non sono presenti anomalie sul volo del kite, dovrebbe essere tutto a posto.

Se invece avvertite dei difetti di volo, bisognerà capirne l’origine ed indagare ulteriormente per valutare se il difetto provenga dal kite oppure della barra.

Come scegliere un kite usato – Conclusioni

Va chiarito che i kite sono sottoposti ad usura e che, dopo un determinato tempo, che può variare a seconda dei modelli e delle marche, la loro funzionalità diminuisce.

Un kite non ha vita infinita!

Lo stato di salute generale di un’ ala è correlato sia alle ore di volo che al modo in cui viene tenuta.

Credere che un kite usato di 3 o 4 anni funzioni bene come un kite nuovo è irrealistico ed eccessivamente pretenzioso.

Angelo T. (PKR Kitesurf Team)

Come fare per riparare una muta forata o scucita?

Lorenzo A.

I piccoli tagli o le scuciture sulle mute si possono chiudere con colle specifiche per il neoprene.

Le caratteristiche principale di questo tipo di colle sono quelle di resistere all’acqua marina e di rimanere sempre morbide e flessibili.

Tecnicamente sono dei collanti uretanici e vengono prodotti da vari brand.

Quella che noi abbiamo usato con più soddisfazione è il “Sigillante Aquasure”; ci è stato consigliato parecchi anni fa dai gestori  di un negozio specializzato nell’attrezzatura per la subacquea e da quel giorno ne teniamo sempre un flacone con noi, specialmente durante i viaggi ed i kite-camp.

Riparare le mute con la colla - Kitesurf Come fare per

Colla per mute – Applicazione

L’applicazione delle colle per neoprene non è proprio semplicissima; la prima cosa da fare è quella di rovesciare la muta sottosopra e pulire profondamente la parte da sigillare con abbondante acqua dolce per rimuovere ogni minima traccia di grasso, polvere, unto o sporco in generale.

Quando siete sicuri che la parte della muta da riparare è pulita ed asciutta, iniziate ad applicare la colla su una superficie di almeno mezzo centimetro più ampia del foro.

Per far si che la riparazione sia efficace e duratura dovrete far in modo che la colla saturi le trame del neoprene, e preferibile perciò usare un pennellino.

Occorre poi far asciugare per almeno 12 ore facendo attenzione a sistemare la muta in una posizione orizzontale, così facendo non rischierete di far colare la colla.

In alcuni casi, quando il taglio era veramente grande e profondo, abbiamo prima cucito il tessuto e dopo applicato la colla, impregnando per bene la riparazione.

Nella maggior parte dei casi siamo riusciti nell’intento e dal taglio non è più passata acqua.

Fulvia M. (PKR Kitesurf Team)

Vale la pena riparare un kite che si è rotto?

Rocco T.

Bella domanda…

Impossibile dare una risposta con così pochi elementi.

Analizzare la rottura del kite

Quando un kite subisce una rottura la prima cosa da fare è quella di stabilirne la natura e l’entità.

Se parliamo di tagli al tessuto dovremmo appurare quanti settori sono stati coinvolti nello strappo o nel taglio.

Se guardate attentamente il vostro kite scoprirete che la superficie è divisa in vari pannelli di tessuto cuciti tra loro.

Sostituirli in un laboratorio specializzato che lavora con materiali originali acquistati direttamente dai vari brand è la soluzione migliore ma probabilmente anche la più costosa.

Riparazioni meno accurate possono farvi risparmiare dei soldi ma il risultato finale, soprattutto in termini di rivendibilità del kite, non è lo stesso.

In condizioni di emergenza si possono fare anche delle riparazioni di fortuna utilizzando del Dacron adesivo che, se applicato con cura, ha una buona resistenza.

Riparazione Kite con Dacron Adesivo - Come fare per riparare un kite

Attenzione ad utilizzare esclusivamente i materiali specifici per la riparazione dei kite o delle vele e non il nastro adesivo comune.

Se parliamo invece di strappi alla leading edge tutto si complica.

Questa parte del kite è sottoposta a forti sollecitazioni per la pressione di gonfiaggio. Le riparazioni alla leading edge devono essere fatte solo da velai specializzati che sono in grado effettuare cuciture di qualità.

Non abbiamo però ancora risposto alla domanda.

Riparare un kite rotto – Conclusioni

Secondo il nostro umile parere prima di procedere ad una riparazione del kite fatevi fare un preventivo e soprattutto chiedete al velaio se il tessuto del kite è ancora resistente.

Riparare un kite molto usato potrebbe significare prolungare la sua vita di qualche uscita, ne vale pena?

Non esiste una risposta in generale, occorre valutare caso per caso!

Emanuele F. (PKR Kitesurf Team)

Come fare per saltare più in alto?

Claudia G.

Una volta appresa la manovra del salto basic con discreta coordinazione, la voglia che prende tutti i kiter è quella di raggiungere altezze più elevate.

Salire in alto durante l’esecuzione di un salto con il kite non è poi così semplice, è necessario essere padroni di alcune tecniche fondamentali.

Saltare in alto kite surf

Saltare in alto con il kite – Premessa

Ci sono poi un’ altra serie di elementi indispensabili per raggiungere altezze importanti (parliamo di 10 metri ed oltre): occorre tanto vento, uno specchio d’acqua abbastanza piatta con eventualmente qualche onda regolare da usare come rampa e sarebbe preferibile l’utilizzo di kite di misure piccole, adeguate chiaramente al range di vento.

In una giornata con 18 nodi, pretendere di salire a 10 metri di altezza utilizzando un kite 12 metri è un’impresa molto ardua.

La stessa altezza è più facilmente raggiungibile quando il vento raggiunge i 25-30 nodi, utilizzando con un kite di 7-8 metri quadrati.

Tecnica

Il segreto per un salto alto sta tutto nella fase preparatoria e nelle successive fasi di inversione del kite.

Il successo di un salto dipende tutto da questi momenti.

Non ci soffermiamo sulla tecnica di base per l’esecuzione del salto, partiamo dal presupposto che questa sia già di vostra conoscenza.

Parliamo invece dell’inversione del kite: in andatura tenete il kite più basso possibile, mantenete una velocità sostenuta ma comoda, se siete al limite nella fase di inversione non sarete in grado di contrastare la trazione del kite.

Invertite il kite con un energico comando sulla barra, poco prima che il kite raggiunga lo Zenith tirate la barra e lasciatevi tirare il alto.

Il kite deve rimanere allo Zenith! Non portatelo nelle mura opposte.

Nella fase dell’inversione del kite la difficoltà maggiore sta nel resistere alla spinta avanti del kite.

Imparare il salto - Kitesurf

Spingete con forza sul tallone del piede posteriore rispetto all’andatura per far si che la tavola non scarrocci.

Abbiamo detto che, per effettuare dei salti importanti, è meglio usare kite più piccoli, questo perché si possono invertire più facilmente e velocemente.

Non ostinatevi ad usare kite grandi con tanto vento credendo di volare più in alto, questo, salvo pochissime eccezioni, non è vero.

Lezioni di salti

Nella nostro Centro di kitesurf abbiamo sviluppato una serie di lezioni specifiche per l’apprendimento della manovra del salto basic.

Iniziare a saltare con il kite con la giusta coordinazione vi permetterà, in futuro, di raggiungere altezze elevate con meno fatica e più velocemente.

Non sottovalutate l’importanza delle lezioni di kite di livello intermedio ed avanzato, a prescindere da quale Centro o Scuola potrete sceglierete.

In termini di apprendimento, sono importanti come le lezioni che avete fatto durante il corso base di kitesurf.

Angelo T. (PKR Kitesurf Team)

Come fare per non perdere la tavola in acqua?

Roberto M.

Ci fa molto piacere rispondere a questa domanda perché ci permette di tirare in ballo un argomento che ci sta a cuore e che riguarda la sicurezza nel kitesurf: la pericolosità dell’ uso del leash per la tavola twin tip, ma partiamo dall’inizio…

A chi non è mai capitato di perdere la tavola in acqua ed avere non poche difficoltà per ritrovarla, o peggio ancora non ritrovarla affatto?

Con qualche accortezza e qualche piccolo trucco si può certamente ovviare a questo inconveniente o quanto meno ridurre nettamente il rischio di tornare a casa più leggeri.

La Corrente

La prima cosa che andrebbe fatta prima di iniziare una session di kite è controllare la corrente.

Non sempre l’acqua del mare si muove nella stessa direzione del vento.
Può inoltre succedere che la corrente superficiale non riporti gli oggetti che galleggiano verso riva.

Quando le condizioni del mare sono particolarmente agitate, prima di cominciare a fare kite, può essere molto utile lasciare la tavola in acqua per circa un minuto controllandola a vista per stabilire la direzione della corrente in superficie.

Se durante la session doveste perdere di vista la tavola, sappiate che la stessa si muoverà nella direzione che avete constatato poco prima.

Body Drag

Il secondo consiglio che possiamo darvi è quello di tornare sopravvento facendo dei piccoli bordi in body drag fino a quando non avrete avvistato la tavola; una volta individuata potrete avvicinarvi nel modo che più preferite.

Tavola sottosopra

Solitamente quando si ha difficoltà a visualizzare la tavola in acqua è perché questa sta si galleggiando, ma disposta sottosopra.
In questo caso il consiglio è quello di focalizzare l’attenzione nella ricerca di una macchia di uno o più colori che corrispondano ai colori della parte sottostante della vostra twin tip.

Se la tavola ha i pad rivolti verso l’alto, invece, la ricerca risulterà decisamente più semplice, poiché questi emergendo dall’acqua indicheranno esattamente la sua posizione.

Galleggianti sulla tavola

Per i principianti, che hanno una maggiore probabilità di cadere frequentemente in acqua e allontanarsi tanto dalla tavola, potrebbe essere utile incastrare un galleggiante nella maniglia (per es. un bracciolo da bambino), meglio se di colore sgargiante.

Con questo sistema individuare la tavola sarà molto più semplice.

No il leash sulla tavola twin tip!

In molti, stanchi dei tanti body drag o di dover contare sull’aiuto di qualcuno per riappropriarsi della tavola, ci chiedete se è possibile usare un leash per rimanere agganciati alla tavola twin tip.

La nostra risposta: è molto pericoloso, anche in caso di un leash molto lungo o allungabile.

Fermo restando che ognuno è libero di fare le proprie scelte, ci teniamo a ribadirvi per la vostra sicurezza che le possibilità di incorrere in un incidente sono decisamente alte.

La tavola twin tip, a differenza dei surf, ha degli spigoli molto più netti e pericolosi.

Anche proteggendo la testa con un casco, non si esclude il rischio di un impatto violento della tavola su parti non protette del corpo.

Inoltre, fare body drag per ritrovare la tavola in acqua è un ottimo esercizio che vi renderà esperti in questa manovra che è necessario padroneggiare nei momenti di pericolo o emergenza.

Fulvia M. (PKR Kitesurf Team)

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