Tutti i grandi esponenti del kiteboarding estremo raccontano la storia della competizione di kitesurfing più importante del mondo: il Red Bull King of the Air

Photo:Red Bull King of the Air

Il KOTA (Red Bull King of the Air) è ormai da tempo la competizione di kitesurf più attesa dell’anno.

Un evento spettacolare, adrenalinico, al limite della follia, dove i migliori kiters di tutto il mondo si sfidano nella disciplina del kitesurf big air, proponendo e mescolando ad altezze vertiginose manovre Old school e New school, trick agganciati e sganciati, conditi da loop e megaloops, il tutto con tavole twintip, ad accezione di un unico grande atleta, Airton Cozzolino, l’unico ad aver partecipato con la tavola strapless.

E quando si parla del KOTA l’immagine che salta subito alla testa è quella della Table Mountain, a Cape Town, che fa da sfondo a questi giorni di pura adrenalina.

La storia del Red Bull King of the Air

Il KOTA a Maui

Ma non tutti sanno che il King of the Air è stato disputato per la prima volta a Ho-Okipa, sull’Isola di Maui, alle Hawaii nel 2000.

Erano i primi tempi della nascita del kitesurf come sport, le attrezzature erano molto semplici, meno sicure e questo limitava la possibilità di eseguire i trick.

Non è dunque un caso che questa competizione internazionale si basasse proprio sull’altezza.

Per volare alto, gli atleti sfruttavano le onde hawaiane, utilizzate come vere e proprie rampe per raggiungere altezze vertiginose.

Il primo rider ad essere incoronato re del Kings of the Air è stato Flash Austin.

I primi campioni del Red Bull King of the Air

Negli anni successivi, molti i nomi che hanno partecipato alla competizione, solo per citarne alcuni Robby Naish, Ruben Lenten e Aaron Hadlow e man mano che il kitesurf prendeva sempre più piede, lo sviluppo dei materiali permetteva nuovi salti ed evoluzioni.

E proprio Ruben Lenten e Aaron Hadlow hanno segnato un punto di svolta, aggiungendo alla prevalenza di salti Old School, i passaggi di barra tipici del kitesurfing freestyle attuale.

Il KOTA fu disputato alle Hawaii fino al 2005, l’ultimo evento fu vinto da Ruben Lenten.

Inizia la parentesi Sud Africana del KOTA

Dopo diversi anni di stop, il King of the Air torna ad emozionare i kiters di tutto il mondo.

Dal Pacifico, ci spostiamo in Sud Africa, presso la spiaggia di Big Bay a Cape Town.

È qui, che ogni anno, dal 2013 il KOTA incorona il suo nuovo re.

La paura che accompagna gli atleti negli attimi prima della competizione, lascia spazio all’adrenalina pura non appena inizia la gara: tutto può succedere, l’infortunio è dietro l’angolo, come sa bene Jesse Richman e la priorità è dare il massimo per atterrare il salto.

La tecnologia dei materiali al servizio dello spettacolo

La tecnologia dei materiali ha permesso agli atleti di sperimentare nuovi salti e di alzare sempre di più il livello.

Nel 2015 Aaron Hadlow segna la storia con un Megaloop KGB che lo incoronerà vincitore.

Gli atleti più giovani stanno spingendo sempre più in questa direzione, fatta di sperimentazione e mix di stili e l’asticella è sempre più alta.

Nel KOTA 2020, per la prima volta anche una donna ha partecipato alla competizione: Angely Bouillot.

E mentre attendiamo che si disputi il King of The Air 2021, vediamo la stirpe dei re finora incoronati a Cape Town:

  • 2013: Jesse Richman
  • 2014: Kevin Langeree
  • 2015: Aaron Hadlow
  • 2016: Aaron Hadlow
  • 2017: Nick Jacobsen
  • 2018: Kevin Langeree
  • 2019: Kevin Langeree
  • 2020: Jesse Richman.

Nessuno meglio di loro, i veri protagonisti di questa competizione surreale, potrà raccontarvi le emozioni che si provano.

Mettetevi comodi dunque e prendetevi mezz’ora di tempo per guardare questo film che vi farà guardare il mondo del kitesurf da altezze mozzafiato. Buona visione!

La storia del Red Bull King of the Air raccontata dai protagonisti

La storia del Red Bull King of the Air

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