Le Mareggiate ci ricordano: Kiting responsably

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La grande Mareggiata di Febbraio 2014

La grande Mareggiata – Febbraio 2014

Le Mareggiate ci ricordano: Kiting responsably

La caratteristica comune di tutti gli sport legati in modo imprescindibile alle condimeteo è quella secondo cui possono essere praticati solo quando la natura manifesta il suo consenso: non si possono fare programmi o tabelle di allenamento. Ossia, possiamo farle ma poi rimangono lettera morta se la Natura non ce lo consente.

Tante sono le giornate in cui la voglia di praticare il Kitesurf ci prende e non può essere sfogata… finché arriva il grande giorno. Che arriva sempre! Ma quando arriva bisogna saperlo prendere.

Tutto di solito inizia con qualcosa di magico, si butta un’occhiata alle previsioni e qualcosa dentro inizia a vibrare, si contattano gli amici e loro hanno provato la stessa sensazione. Non è “il kite che è in noi”, è l’ancestrale richiamo della natura che è in noi. Noi apparteniamo alla Natura, noi siamo parte del Creato.

Il grande giorno ristabilisce gli equilibri, se magari era stato dimenticato, ci ricorda che la Natura può sopraffarci in un secondo, il Mare deve essere temuto e rispettato.

Riflettiamo sopra alcuni spunti: l’essenza umana e la Natura.

L’essenza umana vuole ciò che vuole, perché lo vuole e quando lo vuole. Altrimenti che “animale intelligente” sarei?

In più, tutto il mondo virtuale ci illude di avere “altre vite” e quindi il messaggio subliminale è molto chiaro: uomo, tu sei onnipotente.

Inoltre, il fatto che tutto “il nostro mondo” stia racchiuso nel nostro smartphone e quindi possiamo twittare con tutti gli amici, possiamo chattare con la moglie, possiamo videochiamare i figli per sapere dove e cosa fanno, possiamo fotografare il cretino che sorpassa a destra per denunciarlo, possiamo andare in video conferenza con i colleghi di Londra e di Berlino, possiamo controllare windfinder per domani etc. ci illude di essere di essere invincibili, di essere dei gran fichi…in realtà, la realtà non è così.

Non posso dirvi esattamente in che modo è ma, semplificando, è come se il Sig. Cirio pensasse di essere l’inventore del pomodoro solo perché lo inscatola!

Il Kitesurf, tra le tante positività che ha, ne annovera una in particolare: svolgendosi a contatto diretto con la Natura ci riposiziona nell’esatto rapporto con Essa. Nei confronti della natura siamo tutto meno che onnipotenti.

Madre Natura decide e noi possiamo soltanto assecondarla: infatti, il Mare ed il Vento fanno ciò che vogliono. Lo facevano già molto tempo prima che noi andassimo su e giù con i nostri aquiloncini e lo faranno ancora per molto tempo dopo di noi… quindi, a Loro non gliene frega niente se noi siamo impazienti perché sono giorni e giorni che desideriamo uscire e non possiamo, oppure se non siamo ancora bravi a fare le partenze, oppure se non ci ricordiamo bene le precedenze in acqua…a Loro non gliene frega niente!

Ci manderanno sotto un’onda mentre proviamo le partenze o ci frulleranno appesi al kite se non azioniamo le sicure o ci sbatteranno sulla spiaggia impauriti ed infreddoliti, se ci dice bene con una semplicità spaventosa: con la Forza della Natura!

Quindi, se vediamo che le condimeteo non sono ideali per noi, non usciamo!

Se usciamo, ricordiamoci sempre che dal momento in cui stiamo in acqua appesi all’aquilone con i piedi sulla saponetta la nostra volontà potrà soltanto contribuire, in parte, al buon esito della nostra uscita!

Guardando queste fotografie non soffermiamoci sul pregevole gesto atletico, il cui fotogramma ci fissa l’attimo ma non ci dice tutta la fatica dell’apprendimento che sta dietro a quell’attimo.

Soffermiamoci su ciò che sembra “il contorno”:

…quell’onda presa male dove mi avrebbe portato?

…quella raffica indispensabile per surfare, se non la percepivo in tempo dove mi avrebbe sbattuto?

…se quella frullata presa a 50 metri da riva senza più tavola l’avessi presa a 500 metri da riva?

Quello che sembra “il contorno” sta lì da prima di noi e continuerà a stare lì anche dopo di noi… ci sarà più di un motivo.

Citando un grande istrione contemporaneo: meditate gente meditate…

Cogliamo nel Kitesurf il suo messaggio interiore che è quello di ridarci il giusto approccio con la Natura come nessuna disciplina sportiva ha fatto finora e che, forse, ci dà la spiegazione di come mai sia così diffuso nonostante chieda molto, moltissimo in termini di fatica, rischi, risorse: Kiting responsably!

“Testo di Ermanno Rubini”… kiter

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