Pensieri e considerazioni di un Kiter innamorato della vita

Tanto per contestualizzare, all’epoca si chiamava 5 Nazioni perché Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda e Francia se le davano di santa ragione solo, strettamente, tra di loro. L’Italia era talmente scarsa da non poter neanche essere invitata ad una “amichevole”. Che poi qui le “amichevoli” non esistono, si chiamano Test-Match visto che di amichevole non c’è niente. 

Guardando questo Torneo, ora in compagnia dei miei figli in piedi a cantare l’Inno degli Italiani, che nel Rugby lo abbiamo da sempre cantato tutti a squarciagola e con le lacrime agli occhi, riflettevo sul Rugby e sul Kite, spiralizzando le rispettive peculiarità: le mie due Passioni Sportive. 

La prima me la porto dentro dall’adolescenza, la seconda dal giro di boa dei cinquantanni. La prima è insensibile alle intemperie, visto che non esiste la impraticabilità del campo… La seconda è strettamente connessa con le condizioni meteo:provate a uscire con la burrasca, o con la bonaccia… La prima è l’apoteosi del concetto “squadra”: tutto dipende dal compagno e il compagno dipende in tutto da te, tutti per uno ed uno per tutti e non solo quando si va in meta ma anche e soprattutto quando se ne prendono tante e ci si deve difendere uniti… La seconda è la sintesi perfetta  dell’individualismo, in armonica sincronia solo con se stessi, tanto che se hai qualche pensiero è meglio non “uscire” visto che il Kiting non ti divide con niente e con nessuno… La prima è un arsenale di urla, schianti di corpi umani, rumori rabbiosi… La seconda si svolge nel più assoluto silenzio, dell’anima e della natura, rotto solo dal vento e dalle onde… Dalla prima ne esci sporco di puro fango… Dalla seconda pulito come l’acqua… 

Ebbene, tra queste due “distanti” discipline sportive ho colto due parallelismi:

assenza di compromessi: o placchi o vieni travolto… o superi l’onda o ti sbatte sotto…

assoluta lealtà: non puoi mentire ai tuoi compagni, così come  non puoi mentire alla natura…

Il primo parallelismo è allegoria di vita vissuta, visto che nelle cose che contano o ci sei o non ci sei. Il secondo parallelismo è allegoria di vita interiore, visto che non puoi mentire a te stesso.

…così, my friends, giusto una riflessione nero su bianco…”

Ermanno Rubini

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