Slingshot FUEL 2015, Prova ed impressioni

Slingshot FUEL 2015, Prova ed impressioni

FUEL 2015

FUEL 2015

Questa proprio non ce l’aspettavamo…

Il kite considerato da tutti come l’emblema del cosiddetto “C” viene rivoluzionato con l’aggiunta di un brligliaggio tipico delle ali “ibride”.

Alla notizia… Chi di noi non ha storto la bocca?

Eppure il lavoro di sperimentazione fatto dai tecnici Slingshot non è così male, anzi, si potrebbe parlare di un’idea rivoluzionaria che apre il mercato ad un nuovo tipo di kite adatto al kitesurfing Freestyle.

Dopo aver visto il Fuel 2015 ci siamo chiariti le idee.

Si tratta di un brigliaggio molto particolare, chiaramente cortissimo e senza carrucole; un sistema completamente removibile per soddisfare anche le esigenze dei nostalgici.

Conoscendo i precedenti modelli del Fuel, ci siamo concentrati su una prova esclusivamente con le briglie cercando di comprenderne le caratteristiche acquisite

Condizioni della prova

Modelli testati: 11 e 13 mt. con barra 2015, praticamente invariata rispetto al modello 2014.

Spot: Action Bay Fabiano, Gizzeria Lido, Calabria.

Tavola usata per la prova: Osso 70, 8° Generazione, shaper Antonio Maggio.

Condizioni meteo: vento variabile dai 12 ai 25 nodi mare flat o con leggero chop.

La Prova

Tranquilli: nessuno sconvolgimento delle caratteristiche che hanno reso lo Slingshot Fuel la “perfetta macchina per il kitesurfing freestyle”.

L’aggiunta del sistema di brigliaggio lo ha solo migliorato in alcuni tratti. Primo fra tutti: La capacità di depower.

Nei modelli precedenti il Fuel non eccelleva in questo dove i concorrenti delle altre case, anche grazie all’aggiunta del 5° cavo, sicuramente erano più performanti.

Ora il nuovo sistema ha risolto completamente questo problema. Lasciando la barra o intervenendo sul trim del depower, il kite perde di potenza, tutto questo senza il “fastidio” del 5° cavo.

Altra miglioria acquisita è la morbidezza sulla barra. Mantenendo le caratteristiche da puro kite freestyle il Fuel 2015 è diventato più “umano” nella gestione della barra di controllo.

Impressionante, come sempre, è la spinta nei salti da sganciato ed il successivo “punto morto”, forse ancora più accentuato che nei modelli precedenti.

La gestione dei kiteloop è semplice e la spinta in alto, continua e morbida, non spaventa anche in condizioni di leggera sopra invelatura.

Il cosiddetto effetto “lift” nei salti da agganciato è potente ma questo è inutile ribadirlo visto che questa caratteristica ha reso famoso il kite di cui stiamo parlando.

Una piccola curiosità che è utile rappresentare: abbiamo trovato il Fuel molto più performante settandolo sulla barra in condizioni di massima potenza (front line lunghe e back line corte).

Con il settaggio neutro il kite ci è sembrato troppo scarico e poco gestibile.

La ripartenza dall’acqua non è delle più semplici ma, acquisita la giusta modalità, tutto si risolve con pochi movimenti veloci e decisi.

 

Tester: Angelo Travaglini

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Pro Kitesurf Roma – PKR

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